Notizie storiche

Confiniamo con la chiesa di San Domenico. Risale al tredicesimo secolo l’insediamento dei Frati Predicatori, seguaci di san Domenico, nella zona in cui sorgerà la loro chiesa. Che nei secoli subirà interventi di ampliamento tra i quali quelli di Filippo Juvarra  nel settecento. L’attuale aspetto medievale si deve invece ad un restauro stilistico operato negli anni Dieci del secolo scorso. L’aspetto decorativo di maggiore interesse è costituito dalla Cappella delle Grazie (al fondo della navata sinistra) affrescato dall’artista oggi noto come Maestro di San Domenico. E’ l’unico ciclo pittorico trecentesco conservato in Torino.

Siamo di fronte alla Basilica Mauriziana, la più antica di Torino e in più riprese, nei secoli, fu ampliata e ristrutturata. Alle trasformazioni contribuirono architetti come Filippo Juvarra, Antonio Bertola. All’interno contiene opere successive alle ristrutturazioni, di Paolo Emilio Morgari, Francesco Gonin e altri.

A pochi passi troviamo Il Duomo di Torino: è l’unico esempio di architettura rinascimentale in città. Le sue origini risalgono al 602, quando il duca longobardo di Torino Agilulfo e la moglie Teodolinda fondarono un tempio dedicato a San Giovanni, forse su un tempio preesistente. In ogni caso, il tempio longobardo fu distrutto più volte e ricostruito nel 1395. L'attuale Duomo risale al 1498, dopo che le due chiese attigue vennero fatte demolire per volontà del vescovo di Torino, cardinale Domenico delle Rovere. Il vero capolavoro del Duomo è la Cappella del Sudario, con cupola barocca, opera insigne di Guarino Guarini, che la iniziò nel 1668. I lavori terminarono nel 16 94. Questa cappella è detta anche “Cappella della Sindone”, perché conserva la teca d’argento che contiene la Sacra Sindone. L’11 aprile 1997 un terribile incendio danneggiò fortemente la cappella e mise in grave pericolo la Sindone, salvata in extremis per l'intervento dei Vigili del fuoco. Dopo la ricostruzione, la cappella e il Duomo hanno riacquistato il loro splendore: la Sindone è ora conservata in una nuova teca. Dal 10 aprile al 23 maggio 2010 per la prima volta sarà possibile vedere direttamente la Sindone dopo l’intervento di restauro conservativo a cui è stata sottoposta nel 2002.

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